Polpette di grano saraceno. Chi lo dice che i vegetariani devono rinunciare alle polpette? Mettendo in marcia la nostra fantasia si possono creare delle polpette vegetariane e vegane dai mille gusti. Con la quinoa, con le zucchine, di verdure miste la scelta sulle polpette vegetariane è vasta e varia.

Polpette di grano saraceno, ricetta vegetariana

Polpette di grano saraceno, per un secondo piatto tutto vegetariano.

Iniziamo con le polpette al grano saraceno.

Ingredienti per le polpette di grano saraceno.

Dosi per 2/4 porzioni:

  • 100 grammi di grano saraceno;
  • 1 uovo intero;
  • uno spicchio d’aglio;
  • un mazzetto di prezzemolo;
  • noce moscata;
  • pangrattato;
  • sale e pepe.

Preparazione delle polpette di grano saraceno.

Lavate il grano saraceno e trasferitelo in una pentola. Fatelo tostare per pochi secondi, dopo di che aggiungete circa 250/300 ml di acqua fredda, aggiungete un pizzico di sale e fate cuocere per circa 20-25 minuti. Tritate uno spicchio d’aglio e fatelo insaporire in una padella con un filo d’olio, aggiungete il grano saraceno ben scolato dall’acqua di cottura residua e fate insaporire insieme per pochi minuti. Trasferite il tutto in una terrina e lasciate raffreddare.
Quando il grano sarà tiepido aggiungete l’uovo leggermente sbattuto, la noce moscata, il prezzemolo tritato finemente, un pizzico di pepe e mescolate bene il tutto.

Cottura.

Ora formate delle palline aiutandovi con un un cucchiaio e fatele rotolare nel pangrattato. Compattate ulteriormente le polpettine schiacciandole tra i palmi delle mani e contemporaneamente appiattitele leggermente ai poli. Ungete una padella con dell’olio e cuocete le polpettine da entrambe i lati fino a farle dorare. Servitele le polpette di grano saraceno calde accompagnate da verdure a piacere.

Polpette di grano saraceno

Polpette di grano saraceno, non fritte, gustose e particolari.

Curiosità sul grano saraceno.

Il grano saraceno non è un cereale, infatti non appartiene alla famiglia delle graminacee ma fa parte delle poligonacee (come anche la quinoa e l’amaranto) e il suo nome scientifico è Fagopyrum esculentum.

La tendenza generale, seppur scorretta, di associarlo al grano è dovuta in parte alle sue applicazioni culinarie (infatti la sua farina viene utilizzata per la preparazioni di pasta, pane e polenta) e ai suoi componenti nutrizionali simili a quelli dei cereali, soprattutto per il contenuto di carboidrati, ma differenti nel valore biologico delle sue proteine. Infatti il grano saraceno contiene quasi tutti gli amminoacidi essenziali, in particolare è ricco di lisina quasi assente in altri vegetali.
È originario della Siberia, contrariamente a ciò che si potrebbe dedurre dal suo nome, e arrivò in Europa portato molto probabilmente dai mongoli. E’ chiamato saraceno perchè nel Medioevo si etichettava con tale sostantivo tutto ciò che proveniva dall’Oriente.

Usi in cucina.

I suoi chicchi sono chiamati Achenei e hanno una particolare forma quasi triangolare. Per assaporarne meglio l’aroma si suggerisce di tostarli per qualche secondo prima della cottura. I tempi di cottura del grano saraceno sono abbastanza brevi (circa 20 minuti) e non richiede un ammollo preventivo. Si presta bene ad essere utilizzato per la preparazione di zuppe o per accompagnare delle preparazioni in umido.Attualmente il suo utilizzo è diffuso soprattutto in Cina, in Russia e nell’ Italia Settentrionale dove viene impiegato per la produzione dei Pizzoccheri e della polenta taragna.