Sformato di cavolfiore dell’Artusi


Sformato di cavolfiore dell’Artusi. Oggi il calendario del cibo dedica la giornata a Pellegrino Artusi, scrittore, critico letterario e gastronomo italiano vissuto dal 1820 al 1911. Grazie all’ambasciatrice della giornata Maria Greco Naccarato, curatrice del blog Kitchen in the City, conosceremo meglio questo importantissimo personaggio pilastro della gastronomia italiana (qui il post ufficiale).

Sformato di cavolfiore, ricetta

Sformato di cavolfiore preparato con la ricetta dell’Artusi

Ad oggi Pellegrino Artusi è conosciuto per la sua opera di cucina più importante “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. E dire che il libro inizialmente venne rifiutato da varie case editrici definendolo un trattato di poco conto che non avrebbe suscitato nessun interesse. Ma Pellegrino Artusi, credeva nel suo libro e sapeva che i sacrifici e la passione messi per portare a termine il lavoro l’avrebbero ripagato. Continuò allora a cercare e contattare altri editori e finalmente trovò disponibilità nella casa Editrice Bemporad di Firenze che si adoperò per divulgare e far conoscere al pubblico il manuale. Al 1911, prima della sua morte, le copie vendute si attestavano a 58.000, non male, direi, viste le premesse. E ancora oggi il libro è punto di riferimento per la realizzazione di piatti simbolo ella nostra cultura gastronomica.
Per ricordare Pellegrino Artusi nella sua giornata ho scelto di partecipare con la ricetta 387. Sformato di cavolfiore, una ricetta vegetariana che adoro visto che prevede l’utilizzo di uno dei miei ortaggi preferiti di questa stagione. Ho apportato qualche modifica ma farò riferimento anche alla versione originale.

Ingredienti per lo sformato di cavolfiore.

Dosi per 4 persone:
  • 350 grammi di cavolfiore al peso netto;
  • una piccola cipolla (facoltativa);
  • 3 uova;
  • 30 grammi di farina (un cucchiaio);
  • 300 grammi di latte;
  • 3 cucchiai d’olio (o 60 grammi di burro);
  • noce moscata (facoltativa);
  • 30 grammi di parmigiano grattugiato.

Per guarnire (mie aggiunte):

  • nocciole tostate;
  • scaglie di grana.

Preparazione dello sformato di cavolfiore.

Pulite il cavolo elimando le foglie e la parte più dura del gambo. Dividetelo in cimette e lavatelo bene.
Sbucciate la cipolla e tritatela finemente. Mettetela in un tegame e aggiungete un cucchiaio d’olio, unite la cimette di cavolfiore tagliate in modo grossolano. Fate cuocere coperto fino a che il cavolo risulterà morbido. Se necessario aggiungete un filo d’acqua o brodo.
Negli ultimi minuti di cottura scoprite e lasciate evaporare l’eventuale liquido di cottura.
Salate, pepate e lasciate e lasciate raffreddare.

In alternativa, come da ricetta originale, potete semplicemente lessare le cimette di cavolfiore dandogli una mezza cottura e terminare facendole saltare in 30 grammi di burro e bagnare con poco latte.
Nel frattempo preparate la besciamella.
In un pentolino versate la farina e tre cucchiai d’olio (oppure 30 grammi di burro fuso), mescolate e diluite con il latte freddo. Lavorate con una frusta per sciogliere i grumi. Ponete sul fuoco e fate addensare la besciamella senza mai smettere di mescolare. Alla fine aggiungete una grattata di noce moscata (facoltativa) e un pizzico di sale e pepe.
Mettete i cavoli in una terrina e schiacciateli grossolanamente con una forchetta , oppure se preferite un consistenza più liscia riduceteli a purè con il frullatore ad immersione (o passatti al setaccio come indicato dall’Artusi che ahimè non ha potuto conoscere il minipimer).
aggiungete la besciamella, le uova e il parmigiano.
Prendete uno stampo a cerniera e dopo averne imburrato e infarinato i bordi e il fondo versatevi dentro il composto.
Mettete a cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti.
Sfornate, lasciate intiepidire per qualche minuto, e se volete guarnite con nocciole tostate e scaglie di grana quindi servite.

Sformato di cavolfiore, ricetta Artusi

Sformato di cavolfiore morbidezza e gusto ad ogni assaggio

Sformato di cavolfiore, ricetta Artusi

Sformato di cavolfiore con una nota croccante e sapida data dalle nocciole e dalle scaglie di grana


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8 Comments

  1. Lucia Melchiorre 16 marzo 2016 at 9:54 am - Reply

    molto interessante Cristina!!!!! quasi quasi lo provo a cena!!!! 🙂

  2. Erica 16 marzo 2016 at 10:55 am - Reply

    Veramente molto invitante complimenti

  3. Flavia (Elisa Baker) 16 marzo 2016 at 11:38 am - Reply

    UUUUUh era l’altra mia scelta per questa giornata dedicata all’Artusi!!Poi ho declinato per i finocchi …. che dire sono così buoni questi piatti che vorrei fosse la sua giornata nazionale sempre!!

    • Cristina Tiddia 20 marzo 2016 at 3:47 pm - Reply

      Hai ragione ci sono tante ricette interessanti, anche io avevo adocchiatto i finocchi!! Al prossimo giro ci scambiamo le ricette 😉

  4. Germana 16 marzo 2016 at 4:55 pm - Reply

    Trovo sia un bellissima ricetta, che arricchisce questo ortaggio e ne esalta il sapore. Molto Brava 🙂

    • Cristina Tiddia 20 marzo 2016 at 3:45 pm - Reply

      Grazie Germana!Essendo grande amante del cavolo mi piace sperimentarlo in tutti i modi!

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