Minestra di ceci e malloreddus


Minestra di ceci e malloreddus. Vi presento la mia seconda ricetta per la sfida MTC53 “Zuppe e minestroni” dichiarata da Vittoria. Per questa ricetta gioco in casa e vi propongo una minestra preparati con soli ingredienti prodotti in Sardegna quasi tutti a km zero, eccezion fatta per i ceci provenienti da Oristano e la semola da Nurri (circa un centinaio di Km dalla mia zona di residenza!). Gli spinaci e gli ortaggi utilizzati per il brodo li ho acquistati direttamente dall’agricoltore e lo zafferano (e pure l’aglio!) sono raccolti dall’orticello di mio padre. Vi posso garantire che la freschezza e la genuità dei prodotti fa  la vera differenza in una minestra semplice come questa.

Minestra di ceci con malloreddus, spinaci e zafferano. La mia seconda ricetta per L'mtc53

Minestra di ceci con malloreddus, spinaci e zafferano. La mia seconda ricetta per L’mtc53

Anche i malloreddus, seppur fatti in casa ma con una semola non proprio eccellente non saranno mai profumati e saporiti come quelli fatti con una semola di ottima qualità. Io ho avuto modo di provarne diverse acquistate direttamente dai mulini ma la migliore che abbia mai provato è quella proveniente dal mulino “ La pietra e il Grano” di Nurri (piccolo paese della provincia di Cagliari), uno dei pochi mulini presenti in Sardegna che utilizzano ancora la macina a pietra.
Il mulino, attualmente gestito dal signor Angelo Anedda, nasce nel 1931 quando suo nonno Salvatore impianta le prime macchine per la lavorazione dei cereali. In quegli anni, Nurri era il paese degli scalpellini che tradizionalmente lavoravano la pietra vulcanica estratta dal vicino monte Pitzeogu per la costruzione delle macine. Le zone limitrofe, inoltre, fornivano grano di ottima qualità e per molti anni a seguire esso continuò ad essere moneta di scambio.
Dopo tre generazioni, il grano che viene macinato a Nurri proviene sempre dalle stesse zone limitrofe (solo grano duro di agricoltura biologica) e si usa sempre la vecchia macina costruita nel 1931. Un macina lenta, ma che il signor Anedda accudisce come un oggetto prezioso, dandogli costantemente le dovute manutenzioni, perchè solo grazie a questo suo lavorare in modo pacato il grano non si surriscalda e mantiene inalterate tutte le sue caratteristiche.

Il chicco di grano viene macinato tutto intero senza l’eliminazione del germe che, come dice il signor Anedda, significherebbe uccidere il grano. E vi posso garantire che la differenza è notevole. Quando prepariamo il pane, o i malloreddus, dal cestello dell’impastatrice (dopo 15 anni di lavoro manuale ci siamo finalmente concessi l’impastatrice perchè capirete che lavorare 10 kg di semola a mano sono pesantucci) si sprigiona un profumo di grano che non ho mai sentito in altre farine e vi lascio immaginare il sapore.

Ma ora ritorniamo alla mia minestra di ceci e vediamo come prepararla. La dose indicata per i malloreddus è abbondante ma noi ne prepariamo in più per averli sempre a disposizione, cio’ che avanza si lascia asciugare per 24-36 ore, dopodichè si può congelare.

Ingredienti per la minestra di ceci e malloreddus.

Dosi per quattro porzioni:
  • 180 grammi di ceci secchi;
  • 200 grammi di malloreddus freschi;
  • 400 grammi circa di spinaci freschi;
  • 1 litro di brodo vegetale;
  • uno spicchio d’aglio;
  • 5-6 pistilli di zafferano;
  • due cucchiai d’olio extravergine d’oliva.

Per il brodo vegetale:

  • 2 litri di acqua;
  • una cipolla;
  • una carota;
  • un gambo di sedano;
  • un gambo di finocchietto selvatico;
  • un mazzetto di prezzemolo.

Per i malloreddus:

  • 500 grammi di semola di grano duro;
  • 200-250 grammi di acqua.

Preparazione della minestra di ceci e malloreddus.

La sera prima mettete in ammollo i ceci dopo averli lavati. La mattina seguente scolateli, sciacquateli nuovamente e metteteli a cuocere in abbondante acqua per circa due ore fino a che saranno morbidi e ben cotti.
Preparate il brodo vegetale mettendo a bollire tutte le verdure mondate e lavate in abbondante acqua. Fate cuocere per circa due ore.
Preparate i malloreddus impastando la semola di grano con l’acqua. Sarà faticoso ma cercate di non cadere nella tentazione di aggiungere acqua. Quando l’impasto sarà liscio, omogeneo e ben amalgamato, copritelo con pellicola e lasciate riposare per 30 minuti circa. Dopo di che prelevate piccoli pezzetti di pasta e rotolateli sul piano di lavoro in modo da creare dei filoncini di circa un cm di diametro. Suddividete quindi il filoncino in tocchetti di pasta di circa 1 cm di lunghezza e con il pollice schiacciateli sulla superficie rigata della tavoletta utlizzata per i malloredus e contemporaneamente fate scorrere il pezzetto di pasta verso l’estremità dell’attrezzo. Se non avete la tavoletta potete sfruttare i rebbi della forchetta.
Disponete i malloreddus su dei piani di legno oppure su tovaglioli di cotone ben puliti senza coprirli.
Quando i ceci saranno cotti scolateli dalla loro acqua di cottura e aggiungeteli nel brodo, salate e proseguite ancora la cottura per circa 30 minuti.
Nel frattempo lavate bene gli spinaci, sgocciolateli dall’acqua e tagliateli a striscioline. Mettete in una padella un filo d’olio e fatevi insaporire uno spicchio d’aglio schiacciato, aggiungete quindi gli spinaci e fate appassire per pochi minuti. Eliminate l’aglio (io a dir la verità lo trito finemente e non lo elimino, ma perchè so che tutti in famiglia siamo amanti dell’aglio!)e aggiungete gli spinaci al brodo con i ceci. Quando mancano circa 5 minuti al termine della cottura aggiungete i malloreddus e i pistilli di zafferano. Spegnete quando la pasta è ancora un po al dente, aggiungete un filo di buon olio crudo e lasciate riposare per un minuto quindi servite la minestra di ceci ben calda.

Minestra di ceci con malloreddus, spinaci e zafferano

Minestra di ceci con malloreddus, spinaci e zafferano. Esplosione i sapori mediterranei!

Con questa ricetta partecipo all’MTC53

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10 Comments

  1. Andreea 24 gennaio 2016 at 9:45 pm - Reply

    Questo piatto di minestra sa farsi amare, ha un aspetto molto invitante, un bel colorito e il gusto ?, beh, deve essere squisito ! Buon inizio di settimana !

    • Cristina Tiddia 25 gennaio 2016 at 8:18 am - Reply

      Grazie, si in effetti è buona per la semplicità 😉 Buona settimana anche a te!

  2. Germana 27 gennaio 2016 at 9:15 am - Reply

    Due ingredienti che adoro ed uniti insieme in questo piatto sono squisiti. Buona giornata 🙂

  3. alessandra 27 gennaio 2016 at 2:44 pm - Reply

    ho iniziato a leggere questo post e ho pensato… “ma come abbiamo fatto, finora, senza Cristina???”
    me lo chiedo anche ora: ci mancava una voce dalla Sardegna e ci mancava una voce come la tua, che vibra di amore per la propria terra e di passione per le proprie tradizioni. Ci hai regalato una zuppa che è un concentrato di tutto questo-e non posso che ringraziare te e la buona stella di questo gioco che ha voluto che partecipassi anche tu. Grazie davvero!

    • Cristina Tiddia 29 gennaio 2016 at 12:22 pm - Reply

      Ma grazie Alessandra!!! Sono commossa da queste tue parole, non ti immagini che piacere ho provato nel leggere il tuo commento! Grazie mille a voi che mi avete dato la possibilità di partecipare a questo gioco!!

  4. Raffaella 28 gennaio 2016 at 3:34 pm - Reply

    Buonissima… umile, ma speciale con l’impiego dello zafferano!

  5. Vittoria 31 gennaio 2016 at 3:50 pm - Reply

    Proprio ieri parlavo con un’amica delle farine, qualità e provenienza del grano, macinatura a pietra e ora trovo questo bellissimo racconto di un mulino antico che macina solo grano locale! Una rarità ormai, un gioiello da conservare. Voglio trovare l’occasione di venire in sardegna e di farci un passo. Posso solo immaginare il profumo dei tuoi gnocchetti fatti con questa farina, di questo brodo dorato dallo zafferano.
    Veramente una bella ricetta

    • Cristina Tiddia 3 febbraio 2016 at 9:21 am - Reply

      Grazie Vittoria, se assaggi questa semola sentirai la notevole differenza!

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